La resilienza.
Il modo in cui affrontiamo una crisi o un evento traumatico dipende, in gran parte, da quanto siamo resilienti. La resilienza è la capacità di riprendersi da esperienze difficili e battute d’arresto, di adattarsi, di andare avanti e a volte anche di crescere.
“La resilienza rappresenta un cammino da percorrere, poiché non è una condizione definitiva. Ogni situazione critica rappresenta una sfida che mobilita le proprie risorse interne, oltre che quelle dell’ambiente circostante, se si sa chiedere aiuto. Non ci si può sottrarre dall’accettare tale sfida per raggiungere un equilibrio nuovo e superiore rispetto a quello da cui si era partiti.” (M. Varano, F Panazzolo, Gustarsi la vita, Neos, Rivoli, 2013, pag.30)
Quando l’esistenza di una persona viene turbata da una difficoltà, questa si trova a fronteggiarla tramite il capitale psichico acquisito fino a quel momento, ma anche quanto più numerose saranno le persone sulle quali poter contare. Le ferite non si rimargineranno mai completamente: rimarrà sempre una zona di vulnerabilità, un punto delicato, che, d’altro canto, potrà rappresentare un punto di forza, nella misura in cui si riuscirà a vivere appieno il nuovo stato di realizzazione personale raggiunto.
La presenza di persone disposte all’ascolto consente di mettere in atto un altro elemento che favorisce la resilienza: il racconto. In un primo momento esso sarà interiore, cioè si tratterà di una narrazione a se stessi dell’accaduto, del suo significato e della sua collocazione all’interno della propria esistenza. Successivamente, si tenderà a condividere, tali racconti, con le persone care che, dovrebbero limitarsi ad accogliere quanto detto, evitando incredulità, condanna, rifiuto o negazione, che renderebbero ancora più dolorosa la condizione della persona.
Per comunicare e condividere la propria esperienza, oltre al raccontare o meglio ancora scrivere, magari sotto forma di testo metaforico attraverso l’invenzione di una fiaba, c’è anche la possibilità di un racconto iconico attraverso la realizzazione di immagini che hanno valore liberatorio e consentono una rielaborazione cognitiva dell’emozione associata alla rappresentazione del trauma. Questo permette di trasformare la sofferenza in un evento sociale, che favorisce la riduzione delle distanze con gli altri e modifica l’immagine che essi hanno di quella persona. In arte terapia si possono trovare: “… il luogo sicuro e lo spazio vitale (che) possono essere ricreati sul foglio o nell’argilla. Lo
Non è affatto facile passare da vittima sofferente a costruttore attivo della propria esistenza.
Nel racconto di sé come nella creazione di immagini, è insito un altro fattore che favorisce la resilienza: la creatività. Il suo risveglio viene innescato da una mancanza: per evitare la sofferenza a essa associata, è necessario riempire tale spazio con un oggetto, che assumerà, successivamente, il valore di simbolo.
E’ necessario precisare, però, che, nonostante il trauma possa stimolare la creatività per una finalità adattiva, ciò non significa che le persone ferite diventeranno necessariamente creative, molto dipende dal contesto socioculturale di riferimento.
Nessuna sofferenza è irrimediabile, ma può essere trasformata e vissuta come occasione di cambiamento e di miglioramento di se stessi e della propria esistenza.
Esprimendo graficamente qualcosa di cui inconsciamente o consapevolmente non si riesce a parlare, si realizza un primo tentativo di strutturazione di contenuti affettivi ed emotivi spesso caotici, invasivi o rimossi.
Una particolare capacità emotiva che è spesso amplificata dalle esperienze traumatiche è quella dell’empatia: sembra infatti che la sofferenza insegni a comprendere meglio le altre persone, sostenendo una capacità emozionale che risulta estremamente utile per coltivare rapporti che possono costituire una risorsa fondamentale per il superamento di stati di disagio. Occorre rivalutare la propria sofferenza, modificare l’idea che si ha di essa, integrarla nella propria storia individuale, oltre che viverla come un valore aggiunto per la propria persona.
Molte persone, reduci da esperienze orribili o che si sono confrontate con prove estremamente dure della vita, hanno mostrato che il trauma può portare con sé anche un aspetto forte e potente: una forza misteriosa di cambiamento positivo e di crescita personale.
Esiste la possibilità di arricchirsi e di trasformare un episodio negativo di vita in una fonte di cambiamento positivo, in uno stimolo al miglioramento, attraverso delle competenze che sembrano svilupparsi in stretta connessione con la riscoperta della capacità di fronteggiare eventi anche molto critici. Io mi son ritrovata a scrivere: “… ritengo che una parte del nostro dolore possa essere restituito ad altri sotto forma di energia positiva, ma occorre trovare una strada per trasformare ciò che fa soffrire da limite a potenzialità da incanalare e offrire perché davvero -come dice un mio amico-
(Dott.ssa Maria Varano – psicologa – psicoterapeuta – arteterapeuta – scrittrice – 15 marzo 2023)